Le attività trekking, l'hiking, la mountain bike e l'equitazione sono attività che possono procurare danni anche gravi. L'escursionismo in generale viene fatto in un ambiente non sicuro, spesso difficile da raggiungere per il soccorso. Si consiglia la massima prudenza, chi scrive non si assume la responsabilità di eventuali incidenti.
La città, la montagna, la pianura. Assisi si pone su un rilievo contiguo al massiccio del Monte Subasio. Si tratta di un massiccio isolato dal resto della catena degli Appennini, a forma di mezza luna, elevatosi in più riprese dal Miocene al Cretaceo. È sostanzialmente composto da roccia calcarea molto permeabile con un'altezza massima di 1.290 mt. La costa è coperta di boschi fino agli 800 - 1.000 mt di altezza, più in alto si trovano i prati sommitali, dove i forti venti impediscono la crescita di alberi. Il Monte Subasio è delimitato nel settore sud-occidentale dalla pianura della Valle Umbra, in quello nord-orientale dai torrenti Tescio, Anna e Chiona. Aldilà del Tescio e dell'Anna, a nord e a ovest si estendono delle dolci colline - tipiche della campagna umbra - anticamente divise in badie, costituivano insieme al massiccio, l'Agro Assisano o quello che dai locali viene ancora oggi genericamente detta "La Montagna".
La Flora. Ricordiamo che la grande varietà di alberi è dovuta in gran parte alla monumentale opera di rimboschimento protrattasi dal 1928 al 1940. Le specie sicuramente autoctone sono il Pino d'Aleppo (Pinus halepensis), la Farnia (Quercus robur), l'Elce o Leccio (Quercus ilex), il Cerro (Quercus cerrus) e il Cipresso (Cupressus sempervirens). Sono presenti oltre ad altre specie di querce, pini e cipressi, anche numerosi tipi di abeti (in realtà dovevano essere presenti già in epoca Augustea) ed altre specie esotiche. Diffusi nelle campagne, il Frassino, Il Ginepro e il Corniolo.
La Fauna. A causa dell'azione umana la zona non è molto popolata. Tra i rettili è facile incontrare il Biacco, la Biscia e la Vipera (velenosa). Dagli anni '80 è comparso in gran numero il Cinghiale di derivazione ungherese, introdotto dai cacciatori, oggi la sua riproduzione è fuori controllo. In un territorio dove numerosi toponimi lo ricordano, è quasi scomparso il Lupo, ne rimangono forse 9 esemplari. Al contrario si registrano alcuni branchi di cani randagi. Tra gli uccelli sono da segnale diverse specie di Passeriformi e di Picchi, alcuni rapaci come l'Astore, lo Sparviero e la Poiana. Sono presenti Daini e Caprioli oltre pochi cervi. Numerose le lepri e le volpi, ma anche Istrici, Tassi, Faine e Donnole.